Chi è un counselor

Ma allora chi è un COUNSELOR??

Sino al giorno in cui mi sono interessata ad implementare le mie competenze sull’EVOLUZIONE DEL COLLOQUIO e delle sue applicazioni nel più ampio ambito dei percorsi di CRESCITA DELLA RISORSA E DELLA PERSONA, probabilmente non avrei saputo rispondere neanche io a questa semplice domanda, ma soprattutto non avevo mai sentito parlare di professioni che operano nell’ambito della RELAZIONE DI AIUTO.

Da quel giorno mi si è aperto un mondo o, forse, sarebbe più opportuno dire che il  mondo che credevo di conoscere fino a quel momento mi si è improvvisamente allargato, un mondo di cui vi voglio rendere partecipi e nel quale mi piacerebbe accompagnarvi.

prendersi per manoCHI E’UN COUNSELOR?
Che cosa si intende con la definizione RELAZIONE DI AIUTO?
Che cosa si intende per PROFESSIONISTA ESPERTO NELLA RELAZIONE DI AIUTO?
I tabù sono trasversali, sia alle culture che alla storia e, per quanto se ne dica, questi sono ancora presenti in moltissimi campi, alcuni di essi riguardano i professionisti (psicologo, psichiatra, psicoterapeuta) che, in qualche modo,  entrano nel tuo cervello,  indagano sul tuo passato, cercano risposte attraverso l’analisi dei tuoi comportamenti.

Ma se non si ritiene di aver bisogno di qualcuno di loro, se ci si sente “SANI” e si sente comunque l’esigenza di parlare con qualcuno, a chi ci si può rivolgere??
Spesso accade di non conoscere o di non aver sentito parlare di altre figure, altri professionisti, ai quali ci si possa rivolgere, ma di pensare di aver bisogno qualcuno che si occupa di persone, ma in modo più soft rispetto ai professionisti di cui sopra, che non ci facciano sentire “malati”.

……per anni hai pensato di essere sincero, di dire sempre la verità, di essere leale e trasparente, di essere affidabile. Le persone che vivono con ed intorno a te parlano benissimo di te, come amico, come collega, come sportivo, come marito, come padre. Ma dentro di te senti che qualcosa non va, che quella maschera che indossi ogni giorno ed ogni notte si è fatta pesante, non riesci più a specchiarti,a riconoscerti, a piacerti. La consapevolezza inizia a farsi strada giorno dopo giorno, come una piccola fessura che si apre in un muro quasi casualmente e diventa sempre più larga, più profonda, più lunga, finché il muro cede: e tu cadi. …per anni hai pensato di essere sincero, di dire sempre la verità, di essere leale e trasparente, di essere affidabile. Le persone che vivono con ed intorno a te parlano benissimo di te, come amico, come collega, come sportivo, come marito, come padre. Ma dentro di te senti che qualcosa non va, che quella maschera che indossi ogni giorno ed ogni notte si è fatta pesante, non riesci più a specchiarti, a riconoscerti, a piacerti.

La consapevolezza inizia a farsi strada giorno dopo giorno, come una piccola fessura che si apre in un muro quasi casualmente e diventa sempre più larga, più profonda, più lunga, finché il muro cede: e tu cadi.

Avresti voglia di parlare, di sfogarti, ma la maschera che non riesci a staccare dalla tua faccia non ti fa neanche parlare, le parole ti muoiono al momento in cui le formuli, perché senti che non c’è nessuno che le saprebbe ascoltare. Amici, amiche, colleghi, familiari: tutti troppo vicini, troppo coinvolti, troppo conosciuti per poter ascoltare. Finché trovi la forza di chiedere  a qualcuno che, l’ascolto, lo fa di professione.

Lo trovi, su indicazione di un amico,  così come scovi il sito internet ed  un numero di telefono che componi più per sentirti dire che non è prenotabile una seduta. Invece dopo qualche giorno, sei seduto davanti ad una persona, un perfetto sconosciuto, che ti fa parlare, che ti ascolta, ti pone qualche domanda, ti invita ad una riflessione, ti sollecita un pensiero positivo. E quando esci dall’incontro sei affaticato ad anche un po’ deluso: nessuna cura, nessuna terapia, nessuna ricetta, nessuna medicina. In realtà lo sapevi già: non  c’è nessuno che può aiutarti …… ma ti senti come se ti fossi reimpossessato di una parte di te che non sentivi più tua. Infatti comprendi che forse qualcuno c’è che ti può aiutare e ti senti un po’ meno solo.  Sai che per modificare le situazioni, bisogna agire, ma la paura ti attanaglia, ti spaventa, è troppo difficile. Era necessario fare partire il percorso, ti serviva qualcuno che l’attivasse. Non comprendi esattamente come  può,  questo  cosiddetto  COUNSELOR, aiutarti, ma dopo tanto tempo non ti sei sentito inadeguato, inadatto, inutile. Ti ha parlato di risorse, ti ha chiesto di raccontargli esperienze che ti hanno fatto sentire bene  e ti sei accorto di esserti estraniato dalla tua realtà per un po’.  Che strano, non ti ha chiesto di parlare dei tuoi fallimenti, anzi è come se quasi non gli interessassero. Che strano! Ti ha lasciato dicendoti che il suo studio sarà un luogo dove potrai sempre indossare un paio di occhiali, per rivisitare la tua vita da un altro punto di vista e da un altro ancora attraverso i suoi occhiali. Davvero strana metafora, chissà cosa voleva, dire… però ti ha incuriosito.

Forse il cammino verso il Benessere può iniziare proprio da qui ed in questo modo.