Counselor, una professione

Il Counselor in Italia è sicuramente una figura professionale non ben conosciuta e delineata, anche se ne esistono di diverse indirizzi e scuole di pensiero. Da qualche decennio è alla ricerca di un identità etica, operativa e legislativa,e finalmente nel 2013 ha ottenuto un riconoscimento da parte della legislazione italiana introducendo con la legge n.4 del 14 Gennaio 2013, il principio del libero esercizio della professione fondato sull’autonomia, sulle competenze e sull’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica del professionista. Il Counselor è una professione riconosciuta, istituita ed inserita nel contesto sociale (professioni al servizio alla persona) da decenni negli altri stati, stati uniti, svizzera e paese anglosassoni.

Identificare l’origine della nascita della fogira professionale del counselor e/o della sua attività non è così facile; infatti molti trsti, studi e ricerche annoverano la nascita ad eventi diversi (dai soldati in guerra, ai malati psichici ,Storicamente la figura professionale del counselor nasce negli anni trenta in America e risponde a tutte quelle persone che pur “non desiderando diventare psicologi o psicoterapeuti svolgono un lavoro che richiede una buona conoscenza della personalità umana.” (Rollo May)

Ma soprattutto nacque per fornire una risposta operativa ad una società caratterizzata da mutamenti continui, determinati dall’evoluzione dell’individuo e dallo sviluppo della società economica, sociale e sanitaria.

La diffusione di questo professionista in Italia probabilmente è stata rallentata proprio dagli stessi aspetti culturali e sociali, ma è dagli inizi degli anni ‘90 che le associazioni di counselor , avanzano richieste per far riconoscere questa professione, UNA PROFESSIONE ATTUALISSIMA , proprio per gli stessi motivi:

UNA PROFESSIONE A SUPPORTO DEGLI EFFETTI DI UNA SOCIETA’ LIQUIDA, dove l’UOMO CONTEMPORANEO,nonostante l’apparenza si senta un po’ INADATTO ed ha BISOGNO DI PROFESSIONISTI in grado di APRIRE NUOVE STRADE, CERCARE ed ALLARGARE i propri CONFINI, per ARGINARE la SPASMODICA LOGICA del FARE , per creare SPAZI REALI dove le persone possano venire ASCOLTATE , AIUTATE A TRASFORMARE il loro DISAGIO in una OPPORTUNITA’ di CONOSCENZA, di EVOLUZIONE e di BENESSERE.

Un ultima esplicitazione: nonostante la derivazione etimologica del termine che traduce “con consigliare e consigliere, è necessario ricordare, che la traduzione dei termini counseling e counselor con consigliare, consiglio consulenza, consigliere e consulente, di fatto, non corrispondono alla pratica del counseling, in quanto essa vieta il dare consigli, così come sancito dai codici deontologici delle associazioni di counseling italiane e internazionali, ma di rendere il CLIENTE AUTONOMO e PROTAGONISTA del proprio percorso.

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